MANIFIESTO FUTURISTA MARINETTI PDF

Marinetti expresses an artistic philosophy called Futurism that was a rejection of the past and a celebration of speed, machinery, violence, youth and industry. It also advocated the modernization and cultural rejuvenation of Italy. Marinetti wrote the manifesto in the autumn of and it first appeared as a preface to a volume of his poems, published in Milan in January The limits of Italian literature at the end of the so-called Ottocento 19th century , its lack of strong contents, its quiet and passive laissez-faire , are fought by futurists see article 1, 2 and 3 and their reaction includes the use of excesses intended to prove the existence of a dynamic surviving Italian intellectual class.

Author:Gull Gasida
Country:Bhutan
Language:English (Spanish)
Genre:Love
Published (Last):13 March 2010
Pages:333
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ISBN:459-5-41103-357-6
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Avevamo lungamente calpestata su opulenti tappeti orientali la nostra atavica accidia, discutendo davanti ai confini estremi della logica ed annerendo molta carta di frenetiche scritture. Noi stiamo per assistere alla nascita del Centauro e presto vedremo volare i primi Angeli! Ecco, sulla terra, la primissima aurora!

Ci avvicinammo alle tre belve sbuffanti, per palparne amorosamente i torridi petti. Io mi stesi sulla mia macchina come un cadavere nella bara, ma subito risuscitai sotto il volante, lama di ghigliottina che minacciava il mio stomaco.

E noi, come giovani leoni, inseguivamo la Morte, dal pelame nero maculato di pallide croci, che correva via pel vasto cielo violaceo, vivo e palpitante. Nulla, per voler morire, se non il desiderio di liberarci finalmente dal nostro coraggio troppo pesante! E noi correvamo schiacciando su le soglie delle case i cani da guardia che si arrotondavano, sotto i nostri pneumatici scottanti, come solini sotto il ferro da stirare.

La Morte, addomesticata, mi sorpassava ad ogni svolto, per porgermi la zampa con grazia, e a quando a quando si stendeva a terra con un rumore di mascelle stridenti, mandandomi, da ogni pozzanghera, sguardi vellutati e carezzevoli. Il loro stupido dilemma discuteva sul mio terreno Che noia!

Con cura paziente e meticolosa, quella gente dispose alte armature ed enormi reti di ferro per pescare il mio automobile, simile ad un gran pescecane arenato. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!.. Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Musei: cimiteri! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che vanno trucidandosi ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese!

Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Volete dunque sprecare tutte le vostre forze migliori, in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti? E vengano dunque, gli allegri incendiarii dalle dita carbonizzate! Sviate il corso dei canali, per inondare i musei! Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva, lacere e stinte su quelle acque, le vecchie tele gloriose!

Non siamo ancora spossati! Ve ne stupite? Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!

Ci opponete delle obiezioni? Le conosciamo Abbiamo capito! La nostra bella e mendace intelligenza ci afferma che noi siamo il riassunto e il prolungamento degli avi nostri. Sia pure! Ma che importa? Non vogliamo intendere! Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!

Usciamo da Paralisi, devastiamo Podagra e stendiamo il gran Binario militare sui fianchi del Gorisankar, vetta del mondo! Temete forse che appicchiamo il fuoco alle vostre catapecchie? Non ancora! La guerra? Contro di voi, che morite troppo lentamente, e contro tutti i morti che ingombrano le nostre strade! Mi fischiate? Alzate la voce! Che cosa? Noi siamo piuttosto dei giovani artiglieri in baldoria! E voi dovete, anche a vostro dispetto, abituarvi al frastuono dei nostri cannoni!

Che cosa dite? Siamo pazzi? Ecco finalmente la parola che aspettavo! Bellissima trovata! Con quella parola fra le dita e sulle labbra, potrete vivere ancora venti secoli Quelle spiche, agili soldati dalle baionette aguzze, glorificano la forza del pane, che si trasforma in sangue, per sprizzar dritto, fino allo Zenit.

E noi insegneremo a tutti i soldati armati della terra come il sangue debba essere versato Voglio preziosi gingilli da rompere Voglio addomesticare i Venti e tenerli a guinzaglio Voglio una muta di venti, fluidi levrieri, per dar la caccia ai cirri flosci e barbuti. La respirazione dei miei fratelli dormenti fingeva [15] il sonno di un mare possente, su una spiaggia. Troppi soli si chinarono al suo livido capezzale! Bisogna lasciarla dormire!

Datemi delle nuvole, dei mucchi di nuvole, per coprire i suoi occhi e la sua bocca che piange! Io ti proclamo guidatore del mondo! E non abbiamo ancora scacciate dal nostro cervello le lugubri formiche della saggezza Ci vogliono dei pazzi! Andiamo a liberarli! Due alienisti comparvero, categorici, sulla soglia del Palazzo. Le donne pettinavano le loro lontane capigliature di nuvole con le acute punte di una costellazione. Noi costruiremo il Binario sulle cime di tutte le montagne, fino al mare!

Quanti siete? Non basta! Corriamo a domandar consiglio alle belve dei serragli accampati alle porte della Capitale. A Podagra! La ribellione delle criniere e il voluminoso sforzo delle groppe inarcate a leva scolpivano le facciate.

Tutta la tisica vegetazione degli abitanti di Podagra fu infornata nelle case, le quali, piene di rami urlanti, tremavano sotto la impetuosa grandinata di sgomento che crivellava i tetti.

Con bruschi slanci e con lazzi da clowns , i pazzi inforcavano i bei leoni indifferenti, che non li sentivano, e quei bizzarri cavalieri esultavano ai tranquilli colpi di coda che ad ogni istante li gettavano a terra I giovani sono fuggiti! Siano divelti i parafulmini e le statue! Verghe e monete! Tutti i metalli preziosi saranno fusi, pel gran Binario militare! Era un pazzo giovanissimo, dagli occhi di vergine, rimasto fulminato sul Binario.

Il suo cadavere fu subito sollevato. Vi ondeggiava una tenerezza amara Irruenti, le belve si precipitarono a soccorrerli. Finalmente, fu aperto un varco: enorme convulsione di fogliami feriti, i cui lunghi gemiti svegliarono i lontani echi loquaci appiattati nella montagna. Ma, mentre ci accanivamo, tutti, a liberar le nostre gambe e le nostre braccia dalle ultime liane affettuose, sentimmo a un tratto la Luna carnale, la Luna dalle belle coscie calde, abbandonarsi languidamente sulle nostre schiene affrante.

E il Binario militare fu costruito. Accanito inseguimento Ecco scavalcato il Gange! Questi, allineati in semicerchio intorno a noi, prolungavamo da ogni parte le zanne, la bava sibilante e gli urli delle acque. Volete dunque che le belve ci sorpassino? Noi dobbiamo rimanere in prima fila malgrado i nostri lenti passi che pompano i succhi della terra Al diavolo queste mani vischiose e questi piedi che trascinano radici!

Vogliamo delle ali! Facciamoci dunque degli aeroplani. E i pazzi rapirono mantelli turchini alla gloria dei Budda, nelle antiche pagode, per costruire le loro macchine volanti. Ecco: il mio biplano multicellulare a coda diret [21] tiva: HP, 8 cilindri, 80 chilogrammi Siam degni finalmente di comandare il grande esercito dei pazzi e delle belve scatenate! Avanti, pazzi, pazze, leoni, tigri, e pantere! Avanti, squadroni di flutti! I nostri aeroplani saranno per voi, a volta a volta, bandiere di guerra e amanti appassionate!

Quanti greggi di pecore rosee, sparsi sui declivi delle verdi colline che si offrono al tramonto! Tu le amavi, anima mia!

Ebbrezza trionfale! Che importa?

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